
Nasce così:
Il 2 Giugno 2010 a Isola Farnese si sono riuniti gli Uomini Liberi della CONFEDERATIO e dalla riunione del costituito Direttivo é stato deliberato quanto segue:
1) Le autonomie operative delle diverse associazioni si identificano a Comunità di Popolo in rappresentanza delle categorie nazionali NON GARANTITE dalla partitocrazia.
2) Le autonomie convergono periodicamente, e su fatti d’attualità contingente, in comunicati ufficiali di espressione comunitaria ed in azioni pubbliche di manifestazione del loro pensiero…
3) Gli elementi essenziali che identificano la CONFEDERATIO sono stati individuati nei seguenti punti strategici:
- sovranità monetaria, militare, politica ed economica dell’Evropa,
- lotta alla ideologia economicista,
- alternativa di Democrazia Partecipativa contro ogni assemblearismo partitocratico,
- riconoscimento delle Identità Popolari.
La verifica di eventuali convergenze con altre realtà é subordinata alla condivisione dei punti espressi e verrà valutata dal Direttivo.
Sin da ora é confermato che in ogni caso NON verranno poste pregiudiziali così come NON ne verranno accettate.
Isola Farnese, 02 Giugno 2010
LABORATORIO POLITICO “FORZA UOMO”
CENTRO STUDI SOCIALISMO NAZIONALE
ASSOCIAZIONE CULTURALE “GENEROSO SIMEONE”
CENTRO STUDI ARCO E CLAVA
CENTRO STUDI CURSUS HONORUM
CIRCOLO CULTURALE CLEMENTE GRAZIANI.
Cambia e forse muore così:
16 dicembre 2010
SIA CHIARO.
Da una rapida consultazione tra i gruppi firmatari del presente comunicato, e della Confederatio, è emersa una analisi che ha esaminato le cause del mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati da parte delle organizzazioni che si rifanno direttamente od indirettamente ad uno qualsiasi dei movimenti rivoluzionari del primo novecento, o hanno, forse incoscientemente, atteggiamenti, terminologia, forma di porsi che si rifanno a passate esperienze storiche.
La loro mancata incidenza nella vita politica è dovuta essenzialmente al fatto che essi sono classificabili e permettono al sistema avversario di disinnescare sul nascere le capacità seduttive, associative ed operative di detti gruppi.
Questo tipo di classificazione permette al sistema stesso di omologare e di recuperare, a suo diretto vantaggio, forze che, invece, autonomamente riunite, differentemente organizzate ed altrimenti schierate rappresenterebbero la più chiara ed inconfutabile alternativa.
In poche parole la Confederatio non dovrebbe mai tracciare dei chiari orientamenti ideologici e politici.
I gruppi che si rifanno ai movimenti rivoluzionari del primo novecento non fanno altro che imbalsamare quelle stesse rivoluzioni alla stessa stregua di una “ sacra reliquia”: le imbalsamano, cioè ideologicamente, le cristallizzano politicamente e, da un punto di vista pratico, le depongono nella “ soffitta” delle loro personali convinzioni. Per dirla con le parole di Paolo Signorelli: noi siamo partiti dalla morte delle ideologie per dare Vita alle Idee. Ricordi e musei non c'entrano; il mondo ideologicamente imbalsamato è il Nemico primario.
Questi gruppi fungono da “ binario morto”: questo loro comportamento e questa loro estetica tende ad impedire a tutti gli uomini liberi che sono oltre gli schieramenti ed oltre le etichette parlamentari di destra,sinistra,centro di portare avanti un discorso oltre le ideologie e, guardando al futuro, di perseguire gli obiettivi veramente alternativi o di realizzare progetti che siano realmente rivoluzionari.
Da questa breve introduzione è emerso che i gruppi che intendono aderire alla Confederatio si debbono dare le seguenti regole di condotta:
Eliminare dalla loro “ ragione sociale” qualsiasi riferimento a personaggi dei passati regimi
Attuare una nuova estetica della comunicazione eliminando tutti quei riferimenti che, direttamente od indirettamente, possano indurre a classificare la Confederatio come appartenente o simpatizzante per uno qualsiasi dei movimenti rivoluzionari del primo novecento e/o per uno qualsiasi dei partiti dell’attuale schieramento politico
Agire in maniera spregiudicata, prendendo il buono dove si trova, anche in personaggi od organizzazioni provenienti dalle più varie esperienze politiche precedenti
Ogni gruppo decida liberamente quale linea di lotta scegliere. Il progetto della Confederatio non ha bisogno di cascami ne' di recite da commedia degli equivoci.
I gruppi che intendono partecipare alla Confederatio dovranno sottoscrivere le suddette regole di comportamento.
Laboratorio Politico Forza Uomo
Associazione Culturale Generoso Simeone
Centro Studi l’Arco e la Clava
Circolo Culturale Clemente Graziani
In poco tempo,così, nascono,muoiono si rigenerano,si evolvono,si sciolgono,si allargano,si autodistruggono ecc….si tratta delle varie confederazioni,costituenti,unioni,patti,partiti,movimenti,circoli ecc…che da tempo cercano di trovare un punto d’accordo tra la miriade di micro movimenti che compongono l’Area antagonista,tradizionalista,neofascista,destro-radicale ecc…
E’ una fibrillazione continua,una vitalità senza fine,che mette in luce il grande dinamismo delle tante persone che credono in una rinascita di un nuovo corso politico che richiama a qualcosa di diverso dell’attuale sistema parlamentare,dinamismo che permette la continua costruzione di micromovimenti,unico esempio a livello mondiale di molteplicità di pensiero,è lo stesso dinamismo che poi cerca di creare metodo e lavoro attraverso unioni e simili nella speranza di creare fronti in grado di poter competere in maniera seria contro lo strapotere del sistema.
La volontà di creare nuovi percorsi politici che cercano di distaccarsi perennemente da tutto il resto è evidente,molti pensano di trovare la chiave di svolta nel progettare e costruire nuovi movimenti,molti poi pensano di unire queste micro realtà,questo porta con il passare degli anni allo sfinimento di chi segue da vicino o collabora,sfinimento che porta molte volte alla rinuncia della lotta,all’abbandono per sopravvenuta mancanza tante volte di possibilità economiche di continuare.
Io da sempre mi trovo a nuotare molte volte in questo mare,molte volte ho dato il mio contributo positivo o negativo non so.Da sempre ho cercato di riunire,da sempre ho lavorato per amalgamare,da sempre ho smussato angoli e rimarginato ferite fatte da camerati ed anche questa volta cercherò di fare la stessa cosa.
Nasce CONFEDERATIO,gruppo di lavoro di alcune associazioni d’Area,2 giugno 2010,si tracciano le linee guida,si inizia un percorso,16 dicembre 2010 alla vigilia di un incontro che avrebbe portato all’allargamento del gruppo costituente,viene da parte di alcune componenti di Confederatio una precisazione,si tratta di una vera svolta,si tratta di un chiarimento che spacca in due Confederatio e che ne decide probabilmente la sua fine prematura.
I gruppi Laboratorio Politico Forza Uomo, Associazione Culturale Generoso Simeone, Centro Studi l’Arco e la Clava, Circolo Culturale Clemente Graziani,esprimono una opinione attraverso un loro comunicato congiunto il 16 dicembre,tale comunicato in parole povere cerca di alzare uno steccato tra coloro che propendono per il nuovo e coloro che si rifanno al vecchio,tale steccato serve a dividere ma serve anche a lasciare alle spalle quello che più non sentono per guardare avanti nella speranza di raccogliere nuove risorse e nuovi frutti,lasciando le vecchie muffe al loro destino.Il loro atteggiamento,come spiegato sul loro scritto,ha un motivo ben preciso si chiama opportunità politica,la gente guarda con sospetto alle vecchie ideologie,quindi per questo è meglio stare lontani da certi “cascami” per essere nuove avanguardie.I riferimenti al fascismo ed a tutto quello che usualmente viene chiamato nostalgismo appare evidente,in parole povere si vuole creare una nuova forza antagonista prendendo idee e motivi da quello che verrà e non da quello che ci ha preceduto.Molti di sicuro possono essere spaventati da parole,fatti ed usi che si ripetono venendo dal passato,la gente non capisce,la gente vuole altro.Non mi sento di criticare,ne mi sento di attaccare,hanno invitato il Circolo Mussolini a partecipare in qualche maniera alla Confederatio,io come sempre ho dato la mia disponibilità a qualsiasi operazione che vede costruzioni comuni,ho sempre fatto,lo faccio in Puglia nel unire gruppi in azioni comuni,continuerò a farlo, non mi sento di fare da giudice,mi sento solo di raccontare il mo punto di vista.
La strada di eliminare qualsiasi riferimento al passato è una strada intrapresa da tempo ed in parecchie situazioni,anche il sottoscritto ha fatto le sue buone esperienze,questo modo di fare ha purtroppo i suoi lati negativi.Noi non abbiamo bisogno del passato per il semplice motivo sentimentale,ne siamo innamorati pazzamente,ma possiamo fare a meno per il bene comune,se c’è da mettere da parte inutili orpelli per il raggiungimento di fini superiori,di sicuro chi come noi crede in certi ideali non ha paura di perdere la strada.Ma qui si tratta di altro.Si tratta di costruire un edificio comune,si tratta di metterci i mattoni,i pilastri e tutto quello che serve per fa si che questa costruzione resti.
Il nostro problema è la frammentazione,siamo in tanti,ma siamo divisi,non c’è collegamento,non c’è unità d’intenti,non c’è collaborazione quindi non c’è visibilità.Insomma la verità è che pur essendo in tanti nessuno si accorge di noi,per il semplice motivo che siamo invisibili!Si di sicuro in tanti ci odiano,in tanti vorrebbero vederci sepolti,ma non è certo a questi dedicato il nostro lavoro ne delle loro azioni abbiamo da temere.Il nostro sacrificio è rivolto agli italiani tutti,ma deve essere rivolto inizialmente a tutti coloro che possano essere d’esempio e non di certo a chi se ne sta fregando in questo momento,inutile parlare di sacrificio e di lotta a chi pensa a soddisfare le sue passioni personali,sarebbe una inutile perdita di tempo.Il nemico è potente,anche se decadente,ma pronto a rigenerarsi dandosi nuove formule,non possiamo perdere tempo,bisogna agire,ma per agire si ha bisogno di mezzi e di uomini.Cosa intendiamo fare?Vederci nelle cantine e fare i carbonari?Parlare di filosofia a convegni di pochi?O siamo pronti per il grande salto?
Io penso che siamo pronti,io penso che è arrivato il nostro momento.
Il sistema è allo sbando,molti i cenni che danno l’annuncio di una probabile fine,noi siamo quelli che possono non solo accelerare questa fine,ma costruire un futuro su ideali di giustizia e di solidarietà.Ma per poter fare ciò abbiamo,ripeto,bisogno di uomini e di forze.Abbiamo di sicuro tra noi una serie di grandi intellettuali,in grado di poter guidare un nuovo corso,abbiamo migliaia di militanti,pronti a lanciarsi in nuovi ardimenti per un nostro futuro,manca adesso l’azione e l’unità.
Azione deve essere il nostro motto,la nostra parola d’ordine,azione che porti in campo i migliori,che faccia emergere dalle buie cantine pensieri pronti ad essere mattoni per un grande edificio,azioni fatte da ardimentosi che solcano il cammino di un popolo rassegnato e intorpidito,azioni che raccontano di uno stato dove l’uomo diventa fulcro del futuro,azioni che mettono al centro i problemi ed i sacrifici di chi vive in un mondo di morti,azione che risveglia i cuori,che accende le fornaci per creare ferro che con il nostro sangue forgerà un grande futuro!
Ma questo non avverrà se noi tutti non decideremo di mettere da parte le nostre inutili visioni partitocratiche,uniamoci e facciamola finita con lo schifo che ci circonda,uniamoci senza stare a guardare se si è reazionari o rivoluzionari,se si guarda ad Evola o a Gentile,uniamo le nostre forze per dar peso alle nostre azioni!Le nostre azioni,possono diventare azioni che creano consenso solo se hanno visibilità,la visibilità si ha solo con la partecipazione,un banchetto in una piazza non crea visibilità,l’occupazione di una sede della banca d’Italia per dimostrare contro il signoraggio crea visibilità ed interesse,ma mentre per il banchetto occorrono tre persone,per il secondo ne occorrono centinaia!Quindi se vogliamo cambiare l’attuale stato dobbiamo unirci nell’azione!
Le sostanziali differenze che marcano ogni gruppo devono essere non motivo di divisione,ma motivo di grandezza per meglio finalizzare l’azione.Adesso,da sempre,ci si è abituati al confronto,confronto che porta alla fine alle divisioni,stare a discutere se è giusto o meno giusto qualcosa ci porta a dividerci,passiamo il tempo a discutere di tanti aspetti che ci differenziano,mentre siamo incapaci di portare in piazza le nostre idee,nella lotta i nostri convincimenti,trasformiamo le nostre diversità in un sistema organico,noi che amiamo l’organicità dello stato,iniziamo quindi da noi stessi.Compensiamo i nostri limiti strutturali attingendo alle altrui capacita,risorse e viceversa,così compensiamo la scarsità di uomini nella lotta versando uomini provenienti da altri gruppi. Siamo in tanti,ma ognuno diverso dall’altro,così come ognuno aspira a portare avanti le migliori sue intenzioni,ma se alla fine queste intenzioni rimangono solo su internet o all’interno di un circolo a che serve?Siamo in tanti,agiamo,è ora!
Il passato,il passato per alcuni può essere dimenticato,per altri può essere accantonato,per altri invece diventa colonna portante del proprio pensiero.Ma questo basta per dividere le nostre strade?Basta guardare al pensiero o al modo di agire di chi ci è vicino per cambiare atteggiamento e indicare nuove soluzioni,anche se poi tutto questo porta ad un imbavagliamento di chi è più debole oppure al suo allontanamento!Perchè non difendere il pensiero di chi non la vede come noi a differenza del sistema che pretendiamo di distruggere, che cerca invece di appiattire,di assimilare,di omologare,di conformare e quando non ci riesce di distruggere?Non siamo noi forse schiere di uomini che lottano per la libertà di pensiero?Non siamo noi uomini che pretendiamo e lottiamo per dare spazio a deboli e offesi?Non siamo noi forse eretici nella vita e nelle azioni?Siamo o no rivoluzionari e ce ne freghiamo del piattume che ci circonda e viviamo per un mondo di luce e di grandezza spirituale?Perchè quindi chiudere le porte a chi la pensa in maniera diversa?Perchè,come in questo caso,si ha paura di dare spazio a chi guarda al passato per costruire il futuro?Paura dell’insuccesso?Ed allora dobbiamo noi forse preoccuparci della propria soddisfazione,del successo,dell’accomodamento o dobbiamo invece puntare al giusto e per esso sacrificarci?Siamo noi uomini che hanno paura di morire in una guerra che è già persa per schierarsi dalla parte della verità?Siamo noi forse quelli che si accomodano forse e che guardano ad agi e vantaggi personali?Siamo qui per altro,siamo qui per difendere un ideale,un grande ideale,che ha radici profonde ed un futuro radioso,ma che non può vederci divisi!Le nostre divisioni sono figlie di incomprensioni e di logiche che non ci appartengono,sono figlie di questo sistema,che ci vuole schierati e divisi in fazioni,logiche “democratiche”parlamentari che chiedono ad ognuno di noi di schierarsi da una parte per far soccombere l’altra,logiche che pretendono la conta e la divisione,mentre in realtà noi siamo figli di chi unì l’intero popolo in nome di una grande Italia,una Italia che aveva nella partecipazione della totalità degli uomini la diversità e la grandezza del proprio agire,un Italia che fu esempio limpido ed incorrotto di grandezza insuperato.Quindi perché noi cambiamo strada? Quindi mi chiedo e vi chiedo perché non rispettiamo le idee di chi vuole unirsi nella lotta per abbattere il vero nemico,che non è al nostro fianco,ma è di fronte,è una piovra con mille tentacoli,con mille tentazioni,pronta a neutralizzarci semplicemente con l’uso del solito pensiero conforme,la divisione non è nel nostro dna,scacciamo quindi dai nostri pensieri questo modo di vedere e di creare,ritorniamo alla nostra vera forza,forza che sta nella nostra diversità,forza che sta nel nostro essere uomini liberi ed eretici!Abbattiamo il conformismo,abbattiamo le palizzate che ci dividono,abbattiamo le nostre divisioni,cerchiamo invece di lottare uniti,di marciare uniti verso la vittoria,il nemico è forte e si crede invincibile,noi sappiamo che non è così,non è tempo questo di discutere di tradizioni o di socialismo,ne di Evola ne di Gentile,ne di futurismo o di progresso,questo è il tempo dell’agire,questo è il nostro tempo,domani una volta abbattuto il mostro e ristabilito l’ordine delle cose decideremo assieme quale sarà il cammino da percorrere,oggi abbiamo un solo dovere,oggi dobbiamo abbattere lo strapotere dei partiti e del sistema parlamentare,dobbiamo distruggere le lobby di banche ed alta finanza,dobbiamo eliminare mafie e massonerie varie,tutto questo va fatto e sarà fatto,questo sarà fatto da uomini che amano lotta e sacrificio e non certo comodità ed amore per i propri interessi e per le proprie fazioni,uomini che saranno d’esempio,uomini che capiranno che l’obbiettivo è altro e non chi lotta da un'altra posizione!Uomini in grado di comprendere e di rispettare l’altrui pensiero,uomini che saranno partigiani solo nel verso che conta,cioè contro il nemico comune!
Giuseppe Convertini,
Circolo Benito Mussolini
ottimo articolo
RispondiEliminaC.S. CURSUS HONORUM
ps
il progetto evropa753 (link qui accanto) è stato sostituito con il Laboratorio Giovinezza
eja
grazie,provvedo
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